E qui, la piccola non c’entra. No.

Biglietto aereo fatto. Si parte il 3 Agosto. Milano Brindisi, destinazione Lu Salentu.

Ma ci vuole la carta di identità per la piccola, se no non si parte. E vuoi non farla nello stesso domerdì del centro commerciale?

Prima del centro commerciale, passiamo al volo da comune, tanto con la piccola avremo anche la priorità e non faremo fila.

Ecco questa è una figata pazzesca, neonato? Salti la fila. Cazzarola questi sono i veri incentivi alla nascita, non gli 800€. Così, si che mi viene voglia di sfornarne uno ogni due anni.

Che ci vuole: 3 foto tessere della piccola, il biglietto aereo, i documenti dei genitori e siamo a posto.

E’ tutto semplice, lineare: foto, stampa biglietto, torni a prendere le fanciulle e via al comune vicino casa. “Sarebbe semplice” forse è più adatto. Già. Perché, dopo avergli fatto la foto tessera secondo gli standard internzionali ISO 4,5 x 3,5 testa spalle faccia 80% della foto etc, vai a stamparla.
Ci vai tu, papà.
Ma è giusto, sono cose da maschietti questi. Solo che, anche se è domerdì:

Amore, sbrigati con le foto, fai in fretta

(Peccato io che pensavo di fare un giro in barca prima, ndr)
Ovviamente per il solo fatto che Lei abbia detto, sbrigati, il destino si è fatto una grossa risata, si è acceso una sigaretta assieme alla Fortuna che nel frattempo si è tolta la benda, sa mai che per sbaglio ti toccasse.

Tempo di parcheggio: 15 minuti, contro i 0,5 stimati: sudore freddo.
Scendi, corri nello studio fotografico con una chiavetta USB in mano rubata a non ricordi chi (perché io di chiavette non ne ho mai comprate), non c’è nessuno in coda – meno male perché la neonata non era è con me.

“Ciao dovrei stampare, delle foto tessere”
“Noi non le stampiamo”
“Non puoi stamparle affiancate ‘secondo gli standard internzionali ISO 4,5 x 3,5 testa spalle faccia 80% della foto etc’ e poi me le taglio”
“No”

#Muori

Altro giro. Secondo studio. Tempo di parcheggio 6 minuti contro… non avevo previsto un secondo studio fotografico

“Ciao dovrei stampare, delle foto tessere”
“Noi non le stampiamo e comunque non potrei stamparle al momento, almeno una mezza giornata”
Ma seriamente? Mi hai detto che avresti bisogno di una mezza giornata per una cosa che non fai.

#SeiMortaDentro

Ultimo studio fotografico: le stampano. Grazie al cielo.
Pensi di aver risolto.
La foto che hai, quella ‘secondo gli standard internzionali ISO 4,5 x 3,5 testa spalle faccia 80% della foto etc’ non va bene, perché lei non è capace di centrarla. Gli rispondi, levati che faccio io Olivero Toscano dei miei barzilli, e…in realtà è ciò che avresti voluto/dovuto rispondere, ma self-control e rispondi: mi faccio mandare l’originale da casa.

Chiami sul cellulare di tua moglie con la paura nel cuore, negli occhi, insomma ti stai cagando addosso, ricordate il:

Amore, sbrigati con le foto, fai in fretta

Mo’ come glielo dico che deve mandarmi una mail? Coraggio e via: 1, 2, 3, 4, 5 chiamate, senza risposta. Panico. Terrore. Sudore freddo.

Se mi vede rientrare a casa senza nulla, l’Armageddon potrebbe sembrare una scampagnata di suore nei prati. Che fare? Niente. Non puoi fare niente, puoi solo fare l’uomo il suicida e tornare a casa a prendere la foto in originale.

Vibra.

E’ lei.

Io: “Pronto?”

Lei:”Amore scusa non lo ho sentito”

E andiamoooooooo, Cristina d’Avena! Andiamo, salvi per miracolo. Ma vai, ma vieni! – che al telefono si traduce in un “non ti preoccupare amore, ascolta…”

Ok ora la foto la hai e miss Photo Discount può centrarla e stamparla.
Adesso tocca la biglietto aereo: 1 paginetta. Una.

Io: “Scusi, mi stamperebbe anche un foglio?”
MPD:”Non siamo una copisteria”
Io:”Ma non mi dire, brutta cretina, ti sto chiedendo una cortesia visto che hai 3 stampanti, quasi quasi ne prendo una e te la incastro a mo’ di omino di medicina 33 – presente il barile?”
Io come ho risposto in realtà:”Lo so, ma non potrebbe farmi la cortesia, per un foglio?”
MPD:”Non siamo una copisteria”
Io: “#muori e fottiti”
Io in realtà:”Grazie”

5 minutes later – stava ancora centrando la foto

Mi viene l’atroce dubbio: scusate, ma c’è una copisteria qui vicino?
Sangue al cervello dopo aver sentito la risposta. Crimine in salita che neanche New Orleans.

Risposta: SI. IL NEGOZIO QUI ACCANTO.

Niente, gli ho bruciato il negozio. Perché se lo meritava. Perché è giusto così. Perché andava fatto.
Ho usato la sua testa come fiammifero sull’asfalto rovente per i 40° fuori.

C’è chi racconta che io abbia ringraziato e sia uscito cortesemente.
Credete a ciò che vi piace di più.

Macchina, Schumacher, carica famiglia auto, arrivo comune.

Salta fila perché hai bambina neonata con annessi sguardi di invidia delle persone in fila e gongolata personale.
Ciao dovremmo fare la carta di identità per la piccola.
Certo, mi date i vostri documenti.
Occhi pieni di terrore, ma questa volta non sono i tuoi. No. Sono i suoi, perché non trova la sua carta di identità. Già. Perché quello che ancora non sapete è che fra un pedone evitato e un altro, il papà aveva telefonato a mamma chiedendo: “hai preso i documenti, anche i tuoi?”.
Dall’altra parte, la risposta è stata:

Certo, dai sbrigati

Il carnefice è diventato vittima.
Sudore freddo. Il suo.
Vorresti gongolare, ma non puoi perché si tratta della tua bambina e…amen, gongoli come un bastardo anche se sai che dovrai prenderti una mattinata di ferie, perché la carta di identità deve essere fatta al cospetto di entrambi i genitori. Fa niente, perché poter dire:

“Amore, che c’è, non trovi la carta di identità?”

sapendo che lei sa, non ha prezzo.

PS. Per fortuna è stata gentile l’impiegata ed ha accettato la patente.

 

 

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